rifugio Maniagogravina del DurannoDopo una sosta ristoratrice al Rifugio, riprendiamo il cammino del ritorno. Prendiamo quello che era il segnavia 374 (direttissima) seguendo il cartello con la scritta “sentiero non segnalato”, infatti i segnavia biancorossi sono stati ricoperti con un colore grigio. Scendiamo con accentuata discesa, in mezzo al bosco tenebroso di pecci e poi faggi, vicino all’orlo che guarda verso la Gravina del Duranno (attenzione a non prendere in velocità una deviazione a sinistra).
sentiero su crestinasentiero su bordo franaPer evidente percorso giungiamo ad incontrare la carrareccia forestale che sale dal fondovalle. Attraversiamo la strada e scendiamo diritti fino a quota 1360 – 1380 metri, dove il sentiero supera una zona di frana passando su una stretta dorsale tra la Val Bozzia e la Gravina del Duranno (attenzione).
calanchidul bivio tra vecchio e nuovo sentiero Scendiamo ancora ripidamente il Colle Bozzia, mentre risaltano alcune zone franose di calanchi e raggiungiamo il greto del Torrente Zemola (40 minuti).
attraversamentopieghe cresta PorgeitDopo alcune opere di presa idrica, attraversiamo in diagonale, l’ampio greto del torrente e in breve raggiungiamo la carrareccia. Proseguiamo per un lungo tratto quasi in piano, mentre osserviamo sulla sinistra, in modo evidente, la grande piega degli strati che diventano verticali in prossimità della cima del Monte Porgait. Arriviamo ora su uno slargo (cartello del Parco delle Prealpi Carniche e parcheggio), denominato Stei de Conte e, subito dopo, al bivio per Casera Mela, raggiunto all’andata. Da qui ripetiamo il percorso del mattino fino al parcheggio (1 ora e 45 minuti).
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