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 Il
ruscello, che crea la cascata, corre ora in mezzo ad una forra, sulla nostra
destra. Il cammino diventa più riposante e il paesaggio comincia ad aprirsi;
la strada in questo tratto è caratterizzata da un bellissimo acciottolato.
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In
breve raggiungiamo (1 ora e 30 minuti) una sorgente di acqua fresca a 1200
m. con una scritta “Chi beve birra campa 100 anni, chi beve acqua de cioda
non muore mai” (Questo detto sta ad indicare l’importanza che aveva questa
sorgente per gli uomini e gli animali, visto che più in alto l’acqua scarseggiava
o quella di pozzo non era così fresca).
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 In
leggera salita raggiungiamo il bivio con il sentiero 733 che scende al Rifugio
Fonteghi; proseguiamo per la strada e attraversiamo un ponticello, giriamo
a destra e superiamo una croce campestre e in breve raggiungiamo una bella
conca (miniera d’erba), il Piano Grande, con alcune case e fienili. Da qui
abbiamo una bella veduta sul Gruppo del Cimonega..
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 Proseguiamo
per poco e raggiungiamo la Chiesetta della Madonna della neve e il vicino
Rifugio Vederna (1 ora e 55 minuti). Leggiamo con attenzione un grande cartello
che illustra tutta la zona del Monte Vederna, come d’altronde i precedenti
cartelli trovati lungo la salita (i vari cartelli illustrativi sono chiamati
chiavi di S. Pietro perché aiutano a conoscere la zona che è posta sotto la
tutela del patrono S. Pietro).
Dalla piccola fontana si apre un bivio, prendiamo la carrareccia più in alto
e attraversiamo la vallecola Boal de la Carbonera.
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Proseguiamo
in dolce salita fino ad un bivio (1412 m. 2 ore e 15 minuti): a destra la
carrareccia segnavia 741 sale alla Cima del Monte Vederna e alla Croce degli
Alpini, trascuriamo questa deviazione e proseguiamo diritti verso Casera Morosna.
Continuiamo nel silenzio del bosco fino a 1480 m. dove, all’altezza di una
curva, si apre un bel panorama sul sottostante Lago di Schener.
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