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 Superata
una zona di massi sparsi raggiungiamo i ruderi di alcune casere (1 ora e 5
minuti) invase dagli alberi, indice di un remoto abbandono e, lì vicino
a 5 minuti, sulla destra, una lama d'acqua.
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 Raggiungiamo
le Casere dei cacciatori. Risaliamo sulla carrareccia e proseguiamo incontrando
un bivio a quota 695 m. (h. 1,12): a sinistra la mulattiera scende verso il
basso, noi invece proseguiamo a destra. La zona è caratterizzata da
diversi muretti a secco che delimitavano le proprietà, da qualche rudere
e da qualche prato ormai conquistato dal bosco, che testimoniano una passata
attività.
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  Dopo
Croda Longa e, in salita, passati sotto una fascia di rocce, raggiungiamo
un bivio a quota 750 m. (h .1, 25) e proseguiamo a sinistra. La mulattiera
raggiunge la zona più alta del percorso tra i 750 - 770 m. Davanti
a noi si intravede Col Ranu e, dietro lo Spiz Gallina. La mulattiera ora aggira
la Cresta di Campigol e raggiunge una sbarra (h 1.30).
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 Cominciamo
a scendere per la mulattiera, diventata più stretta e a tratti sassosa
e ci infiliamo nella Val Pora, lasciando sotto di noi la piana di Soverzene
e la Valle del Piave. Sentiamo il rumore dell'acqua e vediamo a sinistra,
sull'altra sponda della valle, alcune cascatelle. La valle è molto
incassata, stretta e ripida. La mulattiera scende un po' e poi termina, chiusa
da alte pareti, a quota 740 m. (1 ora e 45 minuti).
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Per
la strada dell'andata, ritorniamo verso il punto di partenza, fermandoci,
non lontano dall'arrivo, presso una baracca in legno, verso la località
Marcolin; qui consumiamo il nostro pranzo prima di rientrare e riprendere
l'auto diretti in Pian Cansiglio.
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