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Da
Tovena a Casere Monvecchio
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 Poco
dopo, la strada, per la prima volta, abbandona il versante SE per portarsi
verso SW, e cominciamo ad intravedere il solco della valle del S. Boldo. Notiamo
le tracce di un incendio abbastanza recente che interessa tutto il versante,
anche se il nero delle fiamme si ferma all'altezza della base degli alberi.
Incontriamo ancora delle casere abbandonate, con il tetto di lastre di pietra.
Ritorniamo quindi per poco sul versante SE con ampia vista verso i laghi di
Revine. A quota 750 m. circa la strada ritorna definitivamente sul versante
SW e il panorama verso il Passo di S. Boldo si amplia.
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 Proseguendo,
ecco di fronte a noi due torrioni rocciosi: sono i contrafforti del Monte
Torresel. Sulla destra, lungo la strada, scorgiamo per un tratto uno spaccato
della roccia, disposta in lastre orizzontali. A quota 885 m., volgendo
lo sguardo indietro, riconosciamo Tovena e la vallata, mentre di fronte
a noi appare in alto una casera, costruita in una posizione dominante
e soleggiata.
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 La
strada sale ora più lentamente e lo sguardo spazia liberamente verso il
Passo di S. Boldo, la Valle del Piave e le montagne del bellunese. Giungiamo
in località Caldea con altri ruderi e, poco dopo, affianchiamo le Casere
Jal, in via di ristrutturazione. Incontriamo i primi tratti di neve ghiacciata,
la poca ancora rimasta. La zona è caratterizzata da diverse costruzioni,
recuperate con gusto, vista la vicinanza al Passo S. Boldo.
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 Arriviamo
in località Monvecchio dove incrociamo diverse tabelle: a destra per il Monte
Cimone e Posa, a sinistra per il Passo S. Boldo. Ci dirigiamo a sinistra verso
il gruppo delle Casere Monvecchio, in parte in via di ristrutturazione. Ritorniamo
indietro e imbocchiamo la strada per Posa e sostiamo presso Casera Clelia,
dove riposiamo e pranziamo, riscaldati da un tiepido sole.
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