sulla mulattieracapannocapannoDopo Croda Longa, passati sotto una fascia di rocce, saliamo a un bivio a 750 m. (h1,15) e proseguiamo a destra per un’altra pista forestale, aggirando i pendii che scendono dalla Cresta di Campigol e quasi paralleli alla Val Pora. Percorso qualche tornante, la pista finisce a circa 950 m. (h1,30). Da qui un sentierino in breve porta a un capanno in legno.
dietro al capannovalle del PiaveservaDa qui vediamo i pendii oltre la Val Pora, con i pascoli soleggiati, a sinistra la Valle del Piave e la strada che risale la Val Desedan, e, ancora più a sinistra il M. Serva.
crocifissocaseretta con pratoDoladaRitornati al bivio alle Casere La Posta (h2,5), giriamo a destra e incrociamo subito la strada forestale che sale da Soccher e presso un crocefisso giriamo ancora a destra, raggiungendo in breve una amena radura, con una piccola curata casera. A sinistra, alcune panche e un tavolo, permettono una sosta al sole tiepido di dicembre, alti sulla Valle del Piave.
capitello sant'Antoniomuretti a seccoDalla casera, puntando verso il pilone della luce, scendiamo per una pista abbastanza larga, passando accanto alla base di cemento del traliccio. Ad un bivio teniamo la sinistra, passiamo accanto ad un rudere, poco discosto, e raggiungiamo il Capitello di S. Antonio (8 minuti), costruito nel 1852 e rimesso a nuovo nel 1995. Passando in mezzo ad alcuni muretti a secco risaliamo brevemente per superare un salto roccioso.
Soccher dall'altosecondo crocifissoDopo un primo bivio a sinistra scendiamo, passando accanto al salto di roccia e incontriamo un secondo bivio con crocifisso (30 minuti), il sentiero a sinistra risale e riporta sulla strada forestale più in alto. Noi continuiamo in discesa e in breve raggiungiamo il parcheggio (32 minuti). Questo tratto di sentiero, appena percorso, era usato dalla gente di Soccher come via di fuga per raggiungere “I Fortini” dove poteva difendersi da eventuali nemici.
al posto del castelloDal parcheggio saliamo in breve per dei gradini di legno fino sul colle dove è posta una baita a 480 m. Qui un tempo sorgeva il Castello di S. Giorgio, costruito nel VII secolo, e ricordato in una Bolla di Papa Lucio III del 1185. Appartenuto ai Da Camino, agli Scaligeri, ai Carraresi, e ai Visconti nel XIV secolo, fu distrutto dalla Repubblica di Venezia nel XV secolo.
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