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Alcuni sentierini tagliano la carrareccia, ma preferiamo seguire la strada. Ormai intravediamo in alto la galleria
della strada che sale al Piancavallo. Presso un’altra curva (1 ora e 28 minuti), a circa 770 m., vediamo la Valle
della Stua e il torrente che la percorre.


Il paesaggio comincia ad aprirsi e a diventare più panoramico. Un ruscello scende lungo la strada e ci porta
fino ad una sorgente ricca d’acqua che si trova sulla sinistra (2 ore e 5 minuti). Proseguiamo con calma, attratti dai colori e dal silenzio. Ogni particolare coglie la nostra curiosità: le bacche
rosse della rosa canina, le bacche di ginepro, le foglie gialle, ecc.
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Davanti a noi distinguiamo, in alto, la strada che dal Piancavallo porta a Gaiardin, il bosco di faggi e, in basso, i
bianchi blocchi carsici. Proseguiamo alti sopra la Valle della Stua, prima per rettilineo e poi per un’ampia curva, accompagnati dal volo
di qualche uccello.


In alto cominciamo a vedere il Sauc, dove siamo diretti, e a destra le antenne che si trovano sulla strada per il
Piancavallo. Da destra proviene il sentiero 990.
Per un lungo rettilineo raggiungiamo una curva (3 ore) dove si trova una baracca e una panca. Da qui parte
ancora il sentiero 990. Proseguiamo ancora diritti, lasciamo sulla sinistra alcune costruzioni e raqggiungiamo un
bivio. Giriamo a sinistra e in breve raggiungiamo la Baracca del Sauc (3 ore e 15 minuti). Ci spostiamo vicino al
Capitello dedicato alla Madonna, eretto nel 1971, e riposiamo con calma.
Ritornati al bivio precedente, abbandoniamo la strada e tagliando per il pendio passiamo accanto alla Casera
Sauc (6 minuti) e raggiungiamo la strada a 1100 m. (10 minuti). Da qui ripercorriamo la stessa via dell’andata,
fino al bivio di m. 540 dove imbocchiamo il sentiero 984 e poi una scorciatoia e ritorniamo allo Chalet belvedere
(2 ore e 10 minuti)