Percorso: Valscura (559 m.) – Bivio (875 m.) – Madonna Agnelezza (920 m.) – Dosso panoramico (945 m.) – Sella (1520 m.) – Rifugio Vittorio Veneto (1547 m.) – Cocuzzolo Monte Pizzoc (1565 m.) e ritorno
Periodo: aprile 2001
Dislivello: 1006 m. salita – 1006 m. discesa
Pendenza percentuale: 26%
Lunghezza: 8 Km
Tempo: 4 ore e 10 minuti
Punto di partenza: Da Serravalle di Vittorio Veneto si prende la strada per Belluno, poco prima della deviazione per Revine e Follina, si gira a destra verso la Chiesa di S. Giustina. Di fronte alla Chiesa si gira a sinistra e si raggiunge Maren, si continua e si prende via Valscura, che porta nell’omonimo borgo; si superano le poche case fino alla presa dell’acquedotto.
Itinerario (cartina e grafico)
iniziobivioDal parcheggio il sentiero V1 comincia a salire ripido, taglia numerosi coni di detrito in mezzo alla valletta di Valscura e costeggia alcuni muretti a secco. Dopo circa 35 minuti raggiungiamo un bivio a quota 875 m. circa: a destra un sentiero porta verso S. Augusta o Sonego, noi invece continuiamo a sinistra seguendo il segnavia della Madonna di Agnelezza.
Madonna AgnelezzastatuettaSempre in mezzo al bosco saliamo su ripido sentiero, rinforzato da tronchi di legno, fino ad arrivare ad alcuni gradini che portano all’ingresso di una grotta e alla statuetta della Madonna di Agnelezza (l’ultima domenica di aprile e di maggio vi si celebra la ricorrenza) a quota 920 m.
da grottaVicino alla parete una tabella in legno riporta un’invocazione:
"Oh S. S. di questo meraviglioso sito dove tu osservi la nostra pigra salita.
Fa’ sì che il nostro cammino nella vita sia meno faticoso e aspro di questo solingo sentiero ch’è pur breve, ma porta alla vetta".
Agnelezza ’92.
panorama revineProseguiamo superando un piccolo tabernacolo con la statuetta di S. Antonin e in breve raggiungiamo un dosso panoramico a quota 945 m., dal quale vediamo i laghi di Revine, Fregona e la pianura sottostante.
Continuiamo per sentiero ripido, ancora per breve tratto, in mezzo al bosco fino ad uscire in una zona aperta con pendii erbosi (circa 1000 m.). Da qui scorgiamo in alto, ma ancora lontano, il Rifugio Vittorio Veneto, dove siamo diretti.
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