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    Il sentiero continua ancora largo, sempre in mezzo al bosco di abete alternato ad aggregazioni miste, al limite della Riserva, posta sulla destra. Attraversiamo il Pian de la Pita. Poi il sentiero taglia il pendio, che diventa più scosceso. Attraversiamo una zona di rocce affioranti e alcuni tratti scivolosi coperti dalle foglie secche. Attraversato un impluvio, incrociamo il sentiero F2 che scende alla Strada del Taffarel (h 3,24); noi seguiamo le indicazioni per il Rifugio Vittorio Veneto. Scendiamo leggermente e poi risaliamo. |
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    Dopo un lungo traverso sotto il Monte Millifret e dopo aver trascurato un’altra traccia che scende verso la Strada del Taffarel (visibile in basso), sbuchiamo fuori dal bosco (h 3,57) e in pochi minuti su una carrareccia, vicino a due casere ristrutturate, delle quali una porta il numero civico 63. Proseguiamo per la carrareccia passando accanto ad un vecchio roccolo e non lontano da alcune casere. Guardando verso il Pian Cansiglio sembra di vedere un mare verde, dove prati e boschi si confondono. |
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    La carrareccia prosegue in lieve salita compiendo un vasto giro e attraversando pascoli ancora silenziosi, ma animati dalla presenza di un gregge. In prossimità del Rifugio Città di Vittorio Veneto, le cime sembrano tante isole che spuntano dal mare di nubi che coprono la pianura. Raggiungiamo l’ampio piazzale, posto alle spalle del Rifugio Città di Vittorio Veneto (h 4,28), e ai piedi della spianata del Monte Pizzoc, sulla quale si innalza una croce.
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  Saliamo leggermente per sbucare sulla strada asfaltata. La abbandoniamo per evitare un giro più lungo e per non camminare sull'asfalto. Passiamo dietro alla Baita Edelweiss (h 4,38). Seguendo la linea di cresta per una traccia erbosa, passiamo in mezzo a due lame, una grande e una piccola. Seguiamo i pali della corrente elettrica, ora spostandoci alla loro destra, ora alla sinistra. Più in basso, alla nostra destra, a tratti si vede la strada asfaltata. Tenendo la cresta, abbandoniamo i pali della luce e poi puntiamo a sinistra verso una stalla. |
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Scendiamo decisamente per i prati cercando la linea migliore per la discesa e raggiungiamo la stalla (h 4,51). Aggiriamo stalla e casera, tagliando ancora i prati sulla dorsale e ci dirigiamo verso il bosco, lasciando in basso a destra la strada asfaltata che scende dal Pizzoc. Attraversiamo la recinzione, fatta con pietre conficcate a terra, e per il bosco di faggi proseguiamo in diagonale fino a raggiungere la strada asfaltata presso un tornante (h 5,04). Intravediamo già il primo tratto della Strada del Taffarel, percorsa al mattino, e in 1 minuto raggiungiamo il punto di partenza. |
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