da MADONNA DEL CARMINE di Miane
a FORCELLA DELLA FEDE
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alla ricerca di infoveduta dall'altoGiunti a quota 620 m. circa chiediamo a una persona del luogo informazioni sul sentiero per Forcella della Fede e, grazie alle indicazioni, raggiungiamo in breve delle Casere a quota 631 m., dove incontriamo il segnavia 989.
casera Pradieraccolta acqua da rocciaRisaliamo il sentiero fino alle Casere Pradie a quota 680 m. ; poco dopo raggiungiamo un manufatto a forma di casera, al cui interno vediamo una specie di vasca per raccogliere gli stillicidi delle rocce, si tratta di Fontana Toff. Da questo punto in poi il percorso si inerpica decisamente lungo il Monte Corno e la pendenza sarà continua fino all'arrivo, offrendo pochissimi tratti riposanti. Nell bosco notiamo la presenza del Carpino, della Quercia e del Nocciolo; il sentiero in alcuni tratti è sabbioso, ma ben lastricato ai fianchi per evitare l'erosione dell'acqua: ci viene spontaneo pensare quanta e quale fatica sia stata necessaria a intere generazioni per portare a termine questi lavori.
sentiro tra arbusti e roccebucaneveA quota 800 m. circa incrociamo un sentiero che porta in basso verso una carrareccia (lo percorreremo al ritorno), noi continuiamo dritti. La mulattiera sale verso nord, sempre in mezzo al bosco, e notiamo diversi blocchi di rocce sparsi tutto attorno: sembra di attraversare una piccola città di sassi. I cespugli di ginepro, che già avevamo incontrato più in basso, diventano ora più frequenti; raccogliamo alcune bacche e ci vuole una pazienza certosina e qualche puntura, causata dagli aghi, per metterne da parte un numero sufficiente, che poi ci servirà per preparare della ottima grappa al ginepro.
al bivio: dove andare?cresta tra i pascoliA quota 960 m., troviamo un bivio: a destra il segnavia diventa 989 A ed indica Val d'Agre. Lo seguiamo, ma presto ci accorgiamo che non e il sentiero per noi e ritornati al bivio, proseguiamo dalla parte opposta. Vediamo solo ora le Casere Monte Corno, nascoste tra la vegetazione; la copertura del tetto è di lastre di roccia; avccanto c'è una teleferica per la legna. Per tornanti arriviamo a una piccola cresta, tra pascoli, al sole, un po' lentamente perché la salita comincia a farsi sentire. Qua e là appaiono chiazze di neve e tracce di animali. Il panorama si apre verso i pendii della Croda Maor e del Monte Cimone. Continuiamo lungo la cresta e per un giovane rimboschimento di Abete rosso.

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