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      Dopo una sosta ci avviamo per il ritorno lungo la valle del'Ardo. Entriamo nel bosco che copre il cosidetto colle Calvario, con il ripido sentiero a tornantini coperto dalle foglie secche dei faggi che lo rendono un po' pericoloso per via degli inciampi nascosti. Possiamo rivedere tra i rami il canalone disceso dal Pis Pilon. |
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      In basso lo scrosciare del torrente Ardo che attraversiamo una prima volta portandoci sulla sinistra. Camminiamo per breve tratto sotto parete e poi alcuni tornantini ci portano a bordo del torrente e più avanti ad un ponticello in cemento. |
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      E' questo il tratto più bello del torrente, ricco di cascatelle, pozze, marmitte, colatoi. Perfino il rumore dell'acqua ha toni diversi. In alto, alle spalle, svettano le crode della Schiara. |
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  Proseguiamo sulla destra, con qualche tratto piano, sfruttando talvolta la copertura in cemento di un acquedotto; poi alcuni tornantini ci riportano ad un nuovo ponticello e alla sinistra della valle. Inizia un lungo tratto, col sentiero che si innalza progressivamente sul torrente, percorrendo tratti a strapiombo dei fianchi del Col de le Ortighe e di Pala Bernarda, solo in parte protetti da qualche ringhiera metallica. La valle, ormai immersa nell'ombra del pomeriggio autunnale, ha chiazze di luce solo sulle creste alle nostre spalle. |
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  Dopo un'ultima salitella sotto roccia, comicia una serie di tornantini che ci portano verso Ponte Mariano. Prima, a m. 730, incrociamo il sentiero più rapido che dai resti della casera Alberch sale al bivacco Medassa passando per Pala Bernarda. Scendiamo ancora. |
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Lasciamo a sinistra il sentiero per Medassa percorso al mattino e siamo al ponte Mariano. Di qui ci alziamo di circa 100 m. fino al punto più alto del sentiero (la zona della croce-ricordo) con un ultimo sguardo al Pelf e alla Val de la Medassa. Poi in discesa prevalente, arriviamo al parcheggio a Case Bortot. (h 2 dal rifugio) |
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