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Percorso: Case Bortot (694 m.) - croce (785 m.) - ponte Mariano (681 m.) - deviazione per sent. 507 (716 m.) - deviazione per 511 (825 m.) - deviazione a casera Maiolera (981 m.) - bivacco Medassa (1340 m.) - bivio e tabella a Troi de le Mole (1540 m.) - incrocio con sent. 505 (1735) - forcella Pis Pilon (1733 m.) - rifugio VII Alpini (1500 m.) - guado su Ardo (1230 m.) - 1° ponte (1154 m.) - 2 ° ponte (1037 m.) - ponte Mariano (681 m.) - croce (785 m.) - Case Bortot (694 m.)
Dislivello: 1300 m. con vari saliscendi
Lunghezza: Km. 15
Tempo: ore 2,25 fino a Medassa; 2,15 da Medassa al VII Alpini; 2 da VII Alpini a Case Bortot
Periodo: novembre 2005
Punto di partenza: In uscita da Belluno in direzione Agordo, si devia per Vezzano, poi Bolzano, e Gioz. Seguire indicazioni successive per Parco delle Dolomiti Bellunesi e per rif. VII Alpini. La strada, nella parte finale è più stretta e più ripida, con qualche tornante. Finisce in un piccolo slargo e poco oltre c'è un parcheggio. |
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    Dal parcheggio subito dopo Case Bortot (694 m.) ci avviamo per la bella mulattiera con segnavia 501, alta sulla valle dell'Ardo. Si sale leggermente di circa 60 m., lasciando a sinistra, dopo una decina di minuti, il sentiero 506 per forc. Mompiana. Sulla destra, comincia ad essere illuminata dal sole la cresta del Serva. Si scende quindi leggermente fino ad una curva dove sulla destra si stacca un sentierino per Bus Buson. |
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  Di qui la mulattiera si stringe, continuando prima in quota e poi in leggera salita; abbandoniamo la parte più fitta del bosco e tra i rami, a una svolta compare la cima del Pelf. Il sentiero percorre una cengia scavata sulla parete strapiombante del Terne. |
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  Non ci sono protezioni ed occorre fare attenzione, anche perchè ci si distrae facilmente a guardare le creste della Schiara, ed in particolare la Gusela, che compaiono dopo una curva. Verso q. 800, sulla roccia è incisa una croce, ed una scritta ricorda un soldato caduto. Dopo un altro breve tratto in quota, scendiamo lentamente verso il torrente che rumoreggia in basso. |
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  Lasciamo a sinistra una fontanella scolpita nel legno, a forma di cigno, e arriviamo a Ponte Mariano, sull'Ardo (h 0,45 - 681 m.) Di qui nuova vista sulle crode che in alto circondano il rif. 7°Alpini. Subito dopo il ponte, si stacca sulla destra il sent. 519. Noi proseguiamo ancora per alcuni tornanti sul sentiero 501, più stretto e ghiaioso, che porta al 7° Alpini. Ma dopo il secondo tornante, seguiamo a destra le indicazioni del sent. 511 per Casera Medassa e Pis Pilon. |
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  Il sentiero è subito più stretto, in parte coperto dalle foglie e dalla vegetazione. Si inoltra nella valle del Rui Fret, percorsa dall'omonimo torrente che scorre in basso a destra. Alle spalle, illuminati dal sole, il Terna e le Pale del Fagher. Dopo circa 700 m., il sentiero si inoltra in una valle laterale. Sembra bloccarsi in una zona di grossi massi, anche perchè le foglie secche coprono la traccia, invece passa sotto ad un enorme macigno, attraversa i sassi del Rio Medassa e risale dall'altra con l'aiuto di un cordino e passando su alcuni tronchi. |
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