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 Attraversato
il secondo nucleo di abitazioni, riprendiamo, vicino ad una fontana, la
carrareccia e superiamo le ultime case di Soffranco. Attraversiamo una
zona di taglio di alberi con cataste di legna e fili a sbalzo; il Maè
scorre più vicino e meno profondo e vediamo il corso d'acqua. Stiamo
ora contornando i fianchi del Monte Megna, in mezzo a un bosco di latifoglie.
Attraversiamo un ponte in cemento con una piccola cascatella (1 ora e
25 minuti). |
 Incontriamo
un gruppo di boscaioli intenti a tagliare la legna e diverse cataste.
Contornato Col Sareser, superiamo alcune costruzioni e arriviamo a un
gruppo di tre casere con fontanella, dove spuntano i primi bucaneve. Dopo
una breve salita, incontriamo altre costruzioni e, in alto sulla sinistra,
un gruppo di casere, costruite su un poggio, sopra bellissimi prati. Ormai
siamo in vista di Mezzocanale e in breve raggiungiamo un bivio (1 ora
e 50 minuti): a destra si scende verso un ponticello e la Trattoria da
Ninetta. |
 Proseguiamo
invece diritti per una nuova strada forestale, che alterna tratti quasi
senza neve ed altri molto innevati. Superiamo alcune casere e scendiamo
leggermente. Dopo una curva attraversiamo su un ponte una vallecola (Val
de la Vena). |
 Ora
siamo attaccati alla forra del Maè, che scorre in basso. Superiamo
un'altra vallecola su ponticello e cominciamo a risalire, incontrando
due piccole sorgenti sulla sinistra. Ci stiamo alzando rispetto al torrente
e attraversiamo un bosco misto di coniferte e faggi. |
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