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 Indossato
l’occorrente per la pioggia, cominciamo a scendere verso destra sotto una
parete e poi per ghiaie; scendiamo con attenzione uno sperone ripido e ancora
per ghiaie ci abbassiamo verso il Col de la Gardesana, superando alcuni nevaietti.
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 Ci
accorgiamo di essere troppo a destra e troppo sotto le pareti del Col de la
Gardesana e la traccia del sentiero è poco segnata; puntiamo allora
al centro del circo e tagliando in diagonale, attraverso massi e rocce, lo
raggiungiamo; scendiamo ora verso il fondo del Van de le Forzele, ingombro
ancora di accumuli di neve.
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  Troviamo
una tabella ed ora per sentiero evidente scendiamo fino al bivio di Col dei
Gai. Anziché scendere dritti, proseguiamo a sinistra e senza eccessivi
dislivelli raggiungiamo prima il ruscello e poi la Casera Angelini (h 3.30),
abitata da una coppia rumorosa di ghiri. Il posto è comodo e panoramico
e ne approfittiamo per la sosta pranzo.
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 Imbocchiamo
il sentiero 536, che si snoderà con vari saliscendi fino al Passo;
scendiamo brevemente in una zona ricca di mughi e poi risaliamo fino alla
Forcella de le Caure. Da qui vediamo chiaramente il sentiero che attraversa
il Val dei Gravinai fino alla Forcella de le Barance. Scendiamo molto ripidamente
fino al fondo del Van e poi risaliamo brevemente alla Forcella de le Barance.
Ora con vari saliscendi aggiriamo La Coda e monotonamente ci dirigiamo verso
il Passo. Attraversiamo da ultimo un ruscello, dove il sentiero è interrotto,
e poco dopo usciamo al Passo Duran (2 ore dalla Casera Angelini).
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