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 Entriamo
nel bosco ed entriamo in una valletta; in alcuni tratti il sentiero scorre
in una specie di trincea in un luogo umido e buio. Attraversiamo un tratto
caratterizzato da alti alberi di abete rosso. Il sentiero per un tratto,
in seguito ai lavori di taglio del bosco, si allarga. Risaliamo verso
destra e attraversiamo il bosco, in parte diradato dal taglio degli alberi.
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 Ora
la salita comincia ad aumentare, attraversiamo un ghiaione (880 m. circa)
e una zona più aperta con alberi di nocciolo e poi cespugli di ginepro.
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 I
prati cominciano ad allargarsi e, dopo alcune rampe, usciamo su una strada,
che abbandoniamo quasi subito, per prendere a destra la deviazione per
la Malga Jouf ben visibile.
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  Passiamo
di accanto ad una lama ghiacciata e in breve raggiungiamo la casera (sull’architrave
della porta è posta la data del 1935) e la vicina grande stalla (h 2,35).
Dalla casera seguiamo la carrareccia e , mentre ci alziamo, appaiono di
seguito il Monte Raut, le Alpi Carniche e Giulie.
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