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Il cammino prosegue sotto le pareti e, guardando all’indietro, appare a tratti,
quando le nubi si alzano, la Cima del Grappa.
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Ad un tratto arriviamo sotto un ponte tibetano di corde d’acciaio, sospeso
fra due spuntoni di roccia, che Lorenzo e Paolo raggiungono per provare il
brivido dell’avventura estrema.
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 Dove
la neve si è appena sciolta spuntano i primi crochi e le primule.
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Oltrepassiamo una zona con alberi scheletriti e in breve raggiungiamo un punto
di sosta presso il Monte Meatte, dopo 55 minuti di tranquillo cammino dal
Pian della Bala. Il luogo si presta benissimo alla sosta per il pranzo, prima
del ritorno.
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La discesa inizia per il sentiero segnavia 153, mentre le nuvole, provenienti
dal basso, si stanno avvicinando.
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 Superiamo,
in mezzo alla nebbia, due gallerie e diversi tratti dove i sassi hanno invaso
il sentiero. Scendiamo lungo i tornanti fino ad entrare nel bosco. Diversi
alberi sono stati abbattuti dalle slavine. A circa 1000 m. incontriamo una
piccola sorgente, alimentato dallo stillicidio dell’acqua. Scendiamo velocemente
per il sentiero, ora diventato mulattiera, fino alla deviazione per la ferrata
Sass Brusai (865 m. circa) e poco dopo incontriamo le segnalazioni per il
Bus de Re Fos (825 m. circa). Raggiungiamo il ruscello, affluente del Lastego,
e in breve siamo al bivio di quota 775 m. circa. Da qui ripercorriamo il tratto
dell’andata e in breve ritorniamo al parcheggio.
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