Si incrociano resti di altre casere. Più avanti rientrato tra i faggi, il sentiero prosegue lungo il margine del bosco, con a destra un muretto a secco che delimita i pascoli ormai abbandonati.
A m 1380 troviamo il bivio con il sentiero con il 984a. Attraversiamo poi in successione una serie di pascoli e boschetti in leggera salita, fino a quando un'ultima rampa tra cespugli di lamponi e per incerta traccia erbosa ci alza di un centinaio di metri e arriviamo a Casera della Valle Friz a m. 1515. (h 3,30 dalla partenza). Ci sono tre costruzioni, due delle quali ben ristrutturate e chiuse, vicine alla strada che da Piancavallo va a Candaglia. Dalla Casera, si potrebbe continuare lungo il 984, salendo fino a m. 1660 e scendere poi a Tambre.
Ma presto, spinti dalle nuvole che stanno risalendo, iniziamo il ritorno.
In un quarto d'ora siamo al bivio e procediamo a sinistra per il 984a, arrivando ad un canalino che discende a destra tra sassi ed erbe e qualche ometto. Traversiamo ancora a sinistra, scendiamo brevemente per ghiaie mobili e poi ancora a sinistra su un tratto erboso. A questo punto a causa delle nuvole basse, della scarsa visibilità e della fretta , invece del sentiero principale deviamo per uno secondario. Inizialmente, qualche segnale vecchio e qualche ometto ci fanno credere di essere nel giusto. Invece, senza volere, ci troviamo a percorrere quasi 400 m di discesa sul ghiaione della Val Grande.
E' stato abbastanza divertente, mai pericoloso, anche se faticoso restare in piedi. Occorre attenzione nel seguire la traccia che in genere tiene la sinistra. Torniamo su sentiero nei pressi di un boschetto, e superato un gradone con alcuni tornantini, e facciamo un ultimo tratto di ghiaione: scendiamo di circa altri 250 m. fino a sbucare sulla strada asfaltata. La attraversiamo, seguendo lo scolo dell'acqua e per traccia arriviamo poco dopo sul sentiero della mattina, nei pressi proprio del collegamento tra sentiero 984 e 984a. Da lì brevemente siamo al parcheggio. (h 1,45 per tutta la discesa)