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 In
breve raggiungiamo il primo tornante (1 ora), dove incrociamo il sentiero
990 che scende verso la Val Grande.
Il percorso comincia a diventare più faticoso per lo spessore della
neve non sempre battuta; continuiamo in salita in una zona di pascoli con
recinzioni.
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 Al
terzo tornante incrociamo un bivio: a sinistra una carrareccia (tabella zona
di caccia) taglia il percorso e si ricongiunge più in alto con la strada,
noi proseguiamo a destra.
Al quarto tornante incontriamo il bivio con il sentiero Maset (1 ora e 25
minuti), all'inizio del quale è posta una lapide ("sentiero dedicato
a Pietro Maset M. O. caduto il 12-4-1945, partigiano della Osoppo).
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 Ora
la neve ha uno spessore di 50-60 cm. E talvolta affondiamo fino al ginocchio.
Continuiamo lungo le pendici del Monte Sauc e superiamo i ruderi di casera
Campo, posti poco sotto la strada.
Ora aggiriamo lungamente la conca prativa fino ad incrociare la scorciatoia
precedente.
Siamo costretti a superare faticosamente una piccola slavina, che ha in parte
interrotto la strada. Ora il percorso si snoda sotto le rocce del Monte Candole
e culmina a m. 1550 circa (2 ore), presso un dosso panoramico.
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Scendiamo in leggera
discesa per la strada protetta da staccionate e muri di contenimento, ancora
più faticosamente per il fondo innevato e poco resistente. Intravediamo
non molto lontana la Casera Friz e aumentiamo il passo, passando sotto le
rocce e contornando la Val Grande, che si stende sotto di noi.
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Terminata la discesa,
risaliamo leggermente e raggiungiamo le casere Valle del Friz (2 ore e 30
minuti). Abbandoniamo la strada e scendiamo con cautela, affondando più
di una volta fino al ginocchio nella neve: le casere si trovano in una conca
prativa e sono composte da due edifici abbastanza ampi e da uno molto piccolo.
Dopo la visita, riprendiamo la via del ritorno e per lo stesso percorso ritorniamo
a Piancavallo (1 ora e 40 minuti)..
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