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 Ora il panorama comincia ad aprirsi verso la Val Canzoi e le cime circostanti: riconosciamo il Sass de Mura e il costone prativo di Alvis.
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 La mulattiera corre sotto una parete nerastra per gli stillicidi di acqua e sale molto ripidamente fino ad un dosso, dove comincia a curvare verso sinistra.
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  Ora la strada diventa quasi pianeggiante e attraversa la zona di Pinea tra abeti rossi e mughi. Sulla destra, poco più in basso scorgiamo, in una conca, un piccolo ricovero di fortuna (Casera Pinea).
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  Costeggiamo i pendii del monte Covolada, saliamo le ultime rampe, passiamo accanto a due grotte artificiali, poste poco più in alto sulla sinistra, e raggiungiamo un dosso o specie di forcelletta (3 ore e 30 minuti).
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  Spostandoci appena sulla destra abbiamo una bellissima visione sui Piani Eterni, un'estesa prateria alpina circondata da cime rotondeggianti.
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  Dalla forcelletta scendiamo e raggiungiamo la piana, mentre a sinistra intravediamo la Casera Brendol. L'ambiente è molto bello e lo sguardo spazia dappertutto in una riposante armonia.
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