Ritornati alla tabella, scendiamo nel bosco di faggi. Fondamentalmente si sfrutta una canalino per la discesa, ma occorre fare attenzione a non perdere i segnavia nel bosco. Superatolo infatti in pochi minuti, in basso comincia una nuova zona di massi e cespugli. Occorre non aver perso il sentiero in alto per riuscire a trovare l'ingresso in questa zona.
Si sale lentamente, zigzagando tra pietre, piccole buche alcune abbastanza profonde da conservare ancora la neve. Arriviamo finalmente sul ciglione dal quale si scorgono in basso i pascoli di Casera Giiais.
Si scende rapidamente, per alcuni tornantini, alcune facili roccette, un tratto di ghiaione, un pezzo di bosco di faggi e si è finalmente su un bellissimo prato con qualche maestoso faggio e un vecchio abbeveratoio con all'interno alcune aquilegie.
Di qui, in breve il sentiero arriva sopra alle casere e aggirandole dall'alto arriviamo a poterci riposare sulle panche esterne. (m 1289 - h 3,15) Ci sono due edifici principali, la casera, adibita a bivacco e la stalla. Ambedue in buone condizioni.
Riprendiamo il sentiero con segnatura CAI, partendo da un piccolo segnavia su paletto sulla crestina alle spalle della casera (CAI 986-988). Si scende brevemente tra l'erba per inoltrarci nella valle e quando si comincia a risalire si trova il bivio sotto ai ruderi di casera Valfredda. A sinistra si va a superare il valico evidente di fronte a noi e poi si prosegue per Montelonga, a destra si costeggia il monte a lato per passare poi nella zona di casera Rupeit. Andiamo a destra.