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 Un'ultima
salitina e raggiungiamo il bivio con il sentiero per il Monte Ceresera (2
ore e 30 minuti); lo trascuriamo e scendiamo ancora in mezzo al bosco e in
breve raggiungiamo quello che rimane dei pascoli della Casera Ceresera (2
ore e 40 minuti).
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A ridosso della casera ci sono un crocefisso, panche e una lapide con i versi
di una canzone di montagna: "Signore delle cime/ un nostro amico/ hai
chiesto alla montagna/ ma ti preghiamo/ su nel Paradiso / lascialo andare
/ per le tue montagne.
Sulla bella radura è stata ristrutturata la vecchia casera.
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 A
lato ne è stata costruita un'altra, che fuziona da bivacco (Bivacco
Silvio e Rudi), per opoera del CAI Sacile. Il luogo è ben curato e
fornito di panche e tavoli.
Per il ritorno, vicino alle casere una tabella indica una scorciatoia senza
segnavia per la Casa forestale della Candaglia. Prima per prato seguiamo il
sentierino e troviamo un'altra tabella e seguiamo l'indicazione. All'altezza
di una freccia rossa su un tronco d'albero abbandoniamo il sentiero più
largo per seguirne uno stretto contrassegnato da diversi bolli rossi.
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 Entriamo
in un bosco di faggio e costeggiamo il Monte Cavallot. Ora scompaiono i bolli
rossi ma il sentiero è ben tracciato, anche se un po' scivoloso per
le foglie e l'umidità.
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 Ora
vediamo in basso, sulla destra una strada non asfaltata, quella che porta
in Val Bona, e poco dopo la strada asfaltata che sale alla Casera forestale
della Candaglia. Scendiamo e raggiungiamo la zona pianeggiante con i campi
di doline, dove troviamo diverse tracce di animali, e in breve siamo alla
casera (20 minuti). Da qui, per il percorso effettuato all'andata, ritorniamo
al parcheggio (1 ora e 10 minuti).
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