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  Un’ultima
rampa ed usciamo sulla vetta più alta del gruppo del Cavallo (3 ore). Bellissimo
il panorama: ammiriamo verso nord le Dolomiti, dove spicca il Pelmo, e la
corona dei monti dalle Alpi Carniche alle Giulie e ai Tauri; verso Piancavallo
e la pianura, invece, la vista è offuscata dalle nubi che salgono dal basso.
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  Ritorniamo
per un breve tratto per il percorso di cresta dell’andata fino ad imboccare
sulla sinistra un evidente sentiero meno panoramico, che scende molto ripidamente tra i sassi e la ghiaia e
poi taglia verso destra in mezzo ai prati, sotto le pareti del monte, fino
a riportarci al rifugio (35 minuti dalla cima).
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  Da
qui raggiungiamo il bivio di quota 1925 m. e scendiamo ripidamente per ghiaie
verso il fondo della valle, superiamo una prima soglia in una zona erbosa
e rocciosa.
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 La
discesa è faticosa ma veloce e in breve fra magri pascoli e rocce affioranti
ci porta presso un pianoro, dove sorge il Sasson della Madonna (1 ora e 10
minuti) con incastonata una statuetta della Vergine e una dedica (30-7-67)
del Gr. A.N.A. di Tambre: “E tu madre di Dio, candida più della neve, tu che
hai conosciuto e raccolto ogni speranza e ogni sacrificio…Benedici e sorridi”.
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 Da
qui prendiamo il vicino sentiero che altrettanto ripidamente e velocemente
scende fino alla piana dove si trovano le Casere Mognol (1 ora). Entriamo
ora nel bosco di faggi e, in leggera discesa, usciamo presso una sbarra. Attraversiamo
i pascoli camminando lungo un largo tratturo fino a raggiungere la recinzione
già superata all’andata e in breve siamo a Pian delle Lastre (2 ore e 20 minuti).
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