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 Imbocchiamo la galleria in leggera salita, senza dover usare la pila, percorrendo circa 120 metri e sbucando dall'altra parte, in vista della cava di marmo e dell'ex ricovero per gli operai.
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 Verso il basso il panorama si apre verso la Val Zemola, con l'ardita strada, il Monte Porgait a sinistra e più lontano i Monti Cornetto, Zarten e il possente Col Nudo. Raggiungiamo una tabella (1 ora e 45 minuti), con la scritta Cava di Marmo e, a sinistra, il sentiero 381. Proseguiamo per la strada verso la cava, sotto i ripidi prati verdi, dove alcune tane e un caratteristico fischio testimoniano la presenza delle marmotte. |
 Passiamo accanto a un carrello con rotaia e a resti di blocchi di marmo rosso, che testimoniano la passata attività estrattiva. Superiamo alcuni slarghi e, ora per pista erbosa, raggiungiamo l'ultima piazzola, dove la strada termina (2 ore e 10 minuti).
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   Da qui ci spostiamo sulla destra e seguendo il nostro istinto cominciamo a salire verso l'alto, in direzione del Monte Borgà. Camminiamo sopra alcuni massi solcati dall'acqua, un po' a fatica, e poi usciamo finalmente sui più agevoli prati.
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 A zig zag, arriviamo sulla dorsale del Monte Buscada (2 h e 30 m), dove si apre il precipite Valon de Buscada che, 1300 metri più in basso, confluisce nella Valle del Piave.
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Un grandioso panorama si apre sul Gruppo del Bosconero. Riconosciamo a mezza costa lo spazio erboso di casera Busnich |
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