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      Alle prime case di Plois (h 2) percorriamo via Caduti e incontriamo quasi subito delle tabelle; e seguiamo la direzione dello Staol di Curago. Saliamo e usciamo sulla strada asfaltata che da Plois conduce al Rifugio Carota, all’altezza di un piccolo sacello. Proseguiamo fino a quando, all’altezza di una curva (h 2,15), vediamo una tabella gialla indicante Campon e la seguiamo. |
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    Due caprioli traversano il prato, vicino ad una casera con pozzo. Al successivo bivio ci teniamo a destra, puntando verso lo Staol di Plois. Alla stalla in località Tesuraza un incrocio è segnalato da tabelle.(h 2, 28) A destra una stradina porta al Rifugio Carota; a sinistra una carrareccia, che prenderemo al ritorno, riporta ai Paradisi; mentre delle due piste di fronte la prima a destra porta al Rifugio Dolada e la seconda alla Casera Campon. Noi seguiamo quest’ultima. Dopo poco incrociamo un faggio maestoso e poi una paretina attrezzata come palestra.
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    Proseguiamo lungo la stradina incontrando prima una piccola costruzione, poi una fontana e quindi una casera con una stalla, che testimoniamo quanto fosse importante l’attività dell’allevamento. Ancora poco e raggiungiamo la nostra meta: Casera Campon, un’ampia costruzione posta vicino ad un bosco artificiale di conifere e con alle spalle un ampio prato su cui spesso pascolano animali selvatici. (h 2,45) |
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      Dopo una sosta, riprendiamo il cammino, ritornando al quadrivio di Tesuraza dove imbocchiamo la stradina in discesa. Incontriamo la Casera De Pra (h 0,14) in ristrutturazione, vicino ai prati che scendono da Casera Camplon. Poco dopo si alternano un gabbiotto da caccia in legno e in successione una baracca di legno (h 0,28) e un’area attrezzata a picnic. |
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  La strada scende velocemente e ci riporta al bivio in località I Paradisi (h 0,33). Da qui per il percorso effettuato al mattino, raggiungiamo la località Marcolin e, al bivio già incontrato all’andata, giriamo a sinistra. All’altezza di una curva, presso una fontana, detta Roana, sorge un crocifisso (h 0,46), posto dagli abitanti di Casan con la dedica: “Su questo monte molti salirono costruendo nel sacrificio la storia del Dolada / Tu che passi fermati e pensa / Cristo guidi il tuo cammino”. |
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  La temperatura rigida disegna sui rami degli alberi degli effetti particolari. Con veloce discesa raggiungiamo una casa ben ristrutturata e quindi la carrareccia già percorsa all’andata; da qui in breve ritorniamo al parcheggio (h 1,05). |
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