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FORESTA
E PIAN DI CAIADA 2/2
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Nell'ultimo
tratto il sentiero è più piano, ma mancano chiare indicazioni
e le strade forestali si moltiplicano. Con un po' di fortuna e di buon
senso, non dell'alpino, finalmente siamo fuori dal bosco, il sentiero
porta alla bianca radura della Casera di Caiada.
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 Singolare,
bellissima.
E' un'alta conca alpestre che si è formata sui resti di un grande
circo glaciale, e ora in gran parte ricoperta da uno splendido bosco,
dove, nel cuore della foresta, si aprono i pascoli delle varie casere.
Ci affrettiamo verso il lato più alto e assolato.
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 Muovendoci
un po' si possono godere anche le cime intorno, come la Schiara.
Davanti a una casera, una fontanella butta ancora dell'acqua: Illario,
memore della naja lontana, si dà una rinfrescatina a petto nudo.
Sarà per questo che poi si scola da solo mezza bottiglia di cabernet
frank
La giornata è splendida, sole e caldo.
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Per il ritorno preferiamo la ripida
strada, asfaltata ma riservata solo ai mezzi autorizzati. Merita per il
panorama che si apre davanti e che tra il bosco, in salita, non si poteva
godere. Passiamo sotto ad una grande palestra di roccia. La strada è
lunga: in circa due ore ci riporta alla statale d'Alemagna.
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