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Percorso: Ponte de Cargador (478 m.) – Deviazione per Betis e Vial (515 m.) – Betis (500 m.) – Vial (526 m.) – Ponte Mortis (568 m.) – Bivio Val Mortis (728 m.) – Trivio (748 m.) – Incrocio con strada asfaltata (744 m.) – Variante segnavia 519 Altavia 3 (792 m.) – Rifugio al Col de Roanza (841 m.) - Variante segnavia 519 Altavia 3 (792 m.) – Casere e deviazione per Vial (870 m.) – Imbocco Galleria (860 m.) – Incrocio con sentiero 509 (840 m.) – Casera Mariano (693 m.) – Ponte Mariano (681 m.) – Fontanella (686 m.) – Deviazione Bus Buson (730 m.) – Deviazione F.lla Monpiana (718 m.) – Case Bortot (694 m.) – Chiesetta di S. Antonio (520 m.) – Devizione per Betis e Vial (515 m.) – Ponte de Cargador (478 m.)
Periodo: marzo 2006
Dislivello: 635 m. salita – 635 m. discesa
Lunghezza: 13 Km
Tempo: 4 ore e 45 minuti
Collegamento con percorsi: “Da Case Bortot al Rifugio VII Alpini nella Schiara”, “In Val Medon”, “Bivacco Medassa e VII Alpini”
Punto di partenza: da Belluno si prende la strada per Agordo; dopo aver superato le caserme degli Alpini e dei Vigili del Fuoco si gira a destra per Bolzano Bellunese. Si prosegue sempre diritti, attraversando Gioz e Colover verso Case Bortot e si scende leggermente superando il Ponte del Cargador sul torrente Medon; subito dopo il ponte comodo parcheggio. |
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Dal Ponte del Cargador seguiamo in salita la strada asfaltata, fino ad una stradina che, poco prima della Chiesetta di S. Antonio, devia a destra (tabella Ponte Mortis). Scendiamo leggermente, avendo davanti a noi il Monte Serva imbiancato dalle abbondanti nevicate. |
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  Raggiungiamo un primo nucleo di case in località Betis, caratteristiche per la loro architettura (muri in sassi, tegole in lastre di pietra, ballatoi in legno). Riprendiamo in leggera salita e raggiungiamo un secondo agglomerato di case in località Vial, anche questo peculiare per le sue costruzioni. |
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    Superata l’ultima casa del borgo proseguiamo su un prato e poi su sentiero terroso fino al Ponte de Mortìs (h 0,23). Il manufatto in cemento si getta su una profonda forra, erosa dalle acque trasparenti del Torrente Ardo, che scorre molto in basso. |
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  Da qui il sentiero, a tratti gradinato, comincia a salire lasciando sulla sinistra una radura prativa (Pra Mortisa). L’acqua di scorrimento ha in parte scavato il fondo del sentiero che s’innalza, in buona ma regolare salita, a brevi tornanti, mostrandoci ogni tanto la sagoma della Schiara e l’inconfondibile Gusela. Saliamo il costone della Valle Mortis, mantenendoci sulla parte orografica destra, in mezzo ad un bosco misto, con piante abbastanza giovani. Raggiungiamo un bivio segnalato (h0,55): le tabelle indicano a sinistra Mariano e a destra Col Roanza; noi continuiamo per quest’ultima direzione. |
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  In breve raggiungiamo una pista forestale (h 1): a sinistra una tabella indica VII Alpini, a destra la deviazione più in alto porta ad una casera e più in basso la carrareccia prosegue per Col di Roanza. Continuiamo per quest’ultima comodamente, quasi in piano, in mezzo al bosco ora dominato dalle conifere. In breve raggiungiamo e lasciamo più in basso sulla destra un grande prato con una costruzione ampia, Casera Vaus.
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